31/05/2019

Nuova vita per la plastica dei rifiuti RAEE

I Rifiuti RAEE grazie al progetto dell’Enea hanno nuova vita.

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, con l’intento di far finire meno plastica in discarica e a inceneritore, ha realizzato un nuovo polimero da impiegare come filo di alimentazione delle stampanti 3D.

Riciclo rifiuti RAEE: il progetto Enea

Il progetto Enea nato in accordo con il Ministero dell’Ambiente mira a trovare un’alternativa sostenibile e più economica al toner delle stampanti 3D ovvero al polimero oggi maggiormente impiegato: l’Acrilo-butadiene stirene (Abs) vergine.

La ricerca ha già portato i suoi risultati. Nei laboratori dell’Enea infatti sono stati realizzati i primi fili e prototipi 3D con diverse tipologie di plastiche recuperate dai centri di raccolta e riciclo dei rifiuti Raee.

Come spiega in un’intervista Riccardo Tuffi, ricercatore di laboratorio Enea:

“In questi anni abbiamo ascoltato spesso gli impianti di trattamento Raee e gli altri operatori del riciclo della plastica lamentarsi del fatto che è difficile ottenere un guadagno dal mercato della plastica riciclata”. O il costo della materia prima è troppo basso o la qualità della plastica riciclata è scadente. La situazione è peggiorata dopo il bando della Cina sulla importazione di tali rifiuti. Abbiamo quindi ritenuto che fosse utile fornire agli impianti Raee un’idea e un modo per valorizzare tale frazione. Non tutta la plastica dei rifiuti Raee è utilizzabile per questa applicazione ma una buona parte sì”.

Certo il filo riciclato è esteticamente meno attraente – come ci tiene a precisare il ricercatore – e solitamente grigio, bianco o nero. Però la qualità dei prodotti stampati è elevata, ma soprattutto il costo delle bobine così prodotte è minore rispetto a quelle in Abs vergine. Un dato da non sottovalutare, che potrebbe favorire l’avvicinamento ad un maggior numero di consumatori alle stampanti 3D e all’additive manifacturing.