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Trasporti e consegne ai tempi della Sharing Economy

14/10/2017

La condivisione dei beni come opportunità per il futuro dell’industria logistica

L’uso delle piattaforme digitali e i nuovi modelli di business nati intorno al paradigma di condivisione di beni possono rappresentare per l’industria logistica, e in particolare per il settore trasporti e consegne, una grande opportunità di sviluppo.

I cosidetti “millennial”, ovvero consumatori del nuovo millennio, avvalendosi di strumenti tecnologici e piattaforme digitali condividono sempre più risorse, servizi ed esperienze, prediligendo un modello di consumo in cui l’accesso temporaneo ai beni  prevale sulla loro proprietà effettiva.

Ripensare quindi alla logistica come nuovo modello di business all’epoca della sharing economy, significa per i player del settore riconsiderare lo spazio di magazzino, i flussi di trasporti e consegne e i modelli flessibili di lavoro in modo tale da massimizzare il rendimento dei propri investimenti attraverso un maggiore utilizzo delle risorse a disposizione.

Non solo questo produce un nuovo flusso di entrate, ma fa bene anche all’ambiente consentendo un minor consumo di energia per la produzione di risorse e una diminuzione di emissioni CO2 (dei mezzi leggeri e pesanti, impegnati in trasporti e consegne, 1 su 4 in USA ed Europa viaggia vuoto e i restanti viaggiano carichi in media al 50%).

Le 7 opportunità della Sharing Economy per il settore trasporti e consegne

Il report “Sharing Economy Logistics”, di DHL Trend Research ha individuato 7 opportunità della sharing economy per gli operatori logistici, in grado di rispondere alle logiche del nuovo paradigma di condivisione:

  • Truly Shared Warehousing
  • Urban Discreet Warehousing
  • Community Goods On-demand
  • Logistics Asset Sharing
  • Transport Capacity Sharing
  • On-demand Staffing
  • Logistics Data Sharing

Oggi ne rappresentano alcuni esempi le piattaforme digitali nate per la condivisione di:

Magazzini multi-cliente (Truly Shared Warehousing): i fornitori logistici affittano a tempo e in modo dinamico singole zone inutilizzate di grandi magazzini;

Spazi privati (Urban Discreet Warehousing): i privati mettono a disposizione nelle aree urbane cantine, garage o appartamenti sfitti come spazio di stoccaggio della merce;

Asset (Logistics Asset Sharing): gli operatori logistici proprietari di flotte di carrelli elevatori e mezzi di movimentazione delle merci fanno leva sul concetto di sharing per migliorare il loro tasso di utilizzo. Affittano, cioè, questi asset nelle ore o nei giorni in cui si fermano (ad esempio nei weekend e nelle ore notturne) ad aziende o privati;

Mezzi di trasporto (Transport Capacity Sharing): oggi alcune piattaforme di brokeraggio favoriscono l’incontro tra domanda di trasporto e disponibilità di carico sui mezzi grazie a uno scambio di dati e informazioni tra operatori logistici e committenti. Quella del Van sharing e Tir sharing è una pratica volta ad ottimizzare l’utilizzo dei mezzi in circolazione grazie all’aumento del loro coefficiente di carico e a diminuire l’impatto ambientale di trasporti e consegne nelle aree urbane, con conseguente riduzione di congestione, rumore e più in generale di sostanze inquinanti.

La condivisione dello spazio di stoccaggio, della capacità di trasporto, dei dati operativi e delle risorse umane potrebbe quindi essere efficacemente impiegata nella logistica del futuro con benefici per tutto il settore dei trasporti e consegne.

 

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