27/02/2018

L’additive manufacturing “on demand” a valle della supply chain: dai centri di distribuzione e logistica fino a casa del consumatore

Quali potrebbero essere gli impatti dell’impiego di nuove tecnologie, come le stampanti 3D, nel settore della distribuzione e logistica? Cosa succederebbe se i modelli 3D virtuali degli oggetti venissero stampati direttamente nei magazzini degli operatori logistici o addirittura a casa del consumatore finale?

Se lo è chiesto il Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia con una ricerca svolta per stimare l’impatto economico delle nuove tecnologie digitali sulle attività produttive e sull’intero settore della distribuzione e logistica.

Ipotizzando tre scenari futuri si è cercato così di analizzare come le attività logistiche-distributive potrebbero trasformarsi con l’introduzione della stampa 3D:

  • Scenario Centralizzato: le aziende manifatturiere dotate di stampanti 3D potrebbero produrre componenti di ricambio su richiesta del cliente tramite un portale dedicato all’assistenza post-vendita, stampando direttamente i loro modelli 3D. In questo caso nel giro di poche ore l’oggetto potrebbe essere spedito al consumatore senza necessità di gestire le scorte lungo la filiera. In tal caso all’operatore logistico spetterebbe solo il compito della consegna a domicilio.
  • Scenario Decentralizzato presso i centri distributivi: il processo produttivo si potrebbe svincolare dall’azienda per scendere a valle lungo la filiera fino a raggiungere i fornitori di servizi logistici. Dotati di stampanti 3D questi ultimi potrebbero infatti produrre pezzi di ricambio accorciando così le distanze con il cliente finale e di conseguenza i tempi di evasione dell’ordine e di consegna.
  • Scenario Decentralizzato presso il consumatore finale: lo spostamento dei mezzi (stampanti 3D) e dei processi produttivi potrebbe giungere fino al punto più estremo della supply chain ovvero presso i consumatori finali, che avrebbero così la possibilità di produrre presso il proprio domicilio il prodotto desiderato a partire dal modello virtuale messo a disposizione dal produttore. In questo caso il settore della distribuzione e logistica perderebbe alcune delle sue funzioni, mentre il produttore si limiterebbe a vendere il suo modello digitale e a fornire il materiale necessario per la stampa.

Qualunque sia lo scenario ipotizzabile, certo è che non ha senso pensare che tutti i prodotti saranno realizzati on demand tramite tecniche additive in un futuro imminente. Alcuni esperti, infatti, ritengono che che almeno nel prossimo decennio, il settore della distribuzione e logistica non sarà radicalmente trasformato dall’avvento della stampa 3D e dell’IoT, in quanto le percentuali d’incidenza sono inferiori al 5% del valore della produzione movimentata. Tuttavia l’impatto del digitale nel comparto logistico non sarà trascurabile e porterà ad una crescente diminuzione della merce movimentata, per questo è fondamentale che gli addetti ai lavori iniziano a ripensare alla propria organizzazione e a cogliere le opportunità derivanti anche dalla stampa 3D. Il settore della distribuzione e logistica, infatti, potrà presto trarre benefici anche dalla realizzazione di piccoli lotti attraverso la stampa 3D, tanto che colossi come UPS, DHL e Amazon stanno già dotando di stampanti i propri magazzini per produrre componenti di elettrodomestici da spedire direttamente a casa del cliente.