15/03/2018

Il 74% degli italiani, che possiede un oggetto smart in casa, si è rivolto ad un professionista per la sua installazione

La richiesta dell’ installazione di elettrodomestici smart da parte di un professionista cresce con la proliferazione degli impieghi dell’IOT per la casa connessa. Lo rivelano i risultati della ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano presentati nel corso del Convegno “Non manca (quasi) più nessuno: la Smart Home apre i battenti”.

Il giro di affari della casa connessa in Italia vale 250 milioni di euro nel 2017, con una crescita del 35% rispetto al 2016. La maggior parte delle soluzioni riguarda la sicurezza, la gestione energetica della casa, la gestione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento e il monitoraggio dei consumi dei dispositivi elettrici.

Aumenta così l’offerta dei prodotti da parte di startup e di grandi produttori con brand affermati. Ma se oltre la metà delle soluzioni presenti sul mercato è “Do It Self” ovvero pensata per l’installazione “fai da te”, il 74% del 38% degli italiani, che possiede almeno un oggetto “smart” in casa, ha rivelato di essersi rivolto ad un professionista per l’ installazione di elettrodomestici intelligenti.

Non tutti gli utenti, dunque, sono in grado di fare a meno di un tecnico, per questo cresce la necessità di produttori e retailer on line e off-line di integrare la loro offerta con servizi a valore aggiunto per aumentare la fiducia dei consumatori, come quelli di home delivery integrata che prevedono non solo la consegna ma anche l’ installazione di elettrodomestici smart.

Dunque, nonostante la forte crescita del mercato Smart Home e l’affermazione di canali di vendita alternativi, che rendono la casa connessa accessibile a un pubblico sempre più vasto, sono ancora numerose le barriere su cui le aziende devono concentrare gli sforzi. In particolare, lo sviluppo è ostacolato da: installazione, integrazione dell’offerta con servizi a valore aggiunto, riconoscibilità del brand (prodotti di startup spesso percepiti come non sufficientemente maturi e affidabili) e preoccupazione dei consumatori per rischi legati alla sicurezza dei propri dati personali.

Come spiega Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things: “La filiera tradizionale conferma un ruolo di primo piano nel mercato Smart Home grazie principalmente alla fiducia dell’utente verso i brand tradizionali e alle difficoltà nello svolgere autonomamente l’ installazione di elettrodomestici smart”.